Comunità energetiche: guida completa per aziende e imprese
- Andrea Bovino

- 12 minuti fa
- Tempo di lettura: 7 min
Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di comunità energetiche, considerate una delle soluzioni più interessanti per promuovere l'autoconsumo da fonti rinnovabili e ridurre i costi dell'energia.
Per un'azienda, però, la domanda più importante non è cosa sia una comunità energetica, ma se rappresenti davvero un'opportunità.
Aderire a una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) può infatti generare benefici economici legati alla condivisione dell'energia prodotta, ma solo se vengono valutati attentamente aspetti come i consumi, la produzione dell'impianto fotovoltaico e le caratteristiche dell'attività.
Io sono Andrea Bovino, Consulente Energetico Indipendente per aziende. In questa guida scoprirai cosa sono le comunità energetiche, come funzionano, chi può partecipare e quali vantaggi possono offrire alle aziende. Vedremo inoltre quando conviene entrare in una CER e quali elementi valutare prima di prendere una decisione.
Indice dei contenuti
Cosa sono le comunità energetiche?
Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) sono associazioni composte da cittadini, imprese, enti pubblici e altri soggetti che scelgono di produrre, consumare e condividere energia proveniente da fonti rinnovabili, come ad esempio quella generata da un impianto fotovoltaico.
L'obiettivo non è vendere energia, ma utilizzarla nel modo più efficiente possibile, favorendo l'autoconsumo e valorizzando l'energia che, altrimenti, verrebbe immessa in rete senza essere sfruttata dai membri della comunità.
Cosa rappresenta per le aziende?
Può rappresentare un'opportunità per ottimizzare i costi energetici e ottenere un beneficio economico legato all'energia condivisa, contribuendo allo stesso tempo alla transizione energetica del territorio.
Come funziona una comunità energetica?
Quando un'azienda produce energia con il proprio impianto fotovoltaico, una parte viene consumata immediatamente per alimentare le proprie attività. Se, in un determinato momento, la produzione supera i consumi, l'energia in eccesso viene immessa nella rete elettrica.
Se nello stesso intervallo di tempo un altro membro della Comunità Energetica sta consumando energia, quella quota viene riconosciuta come energia condivisa.
È proprio questa energia condivisa che consente alla comunità di accedere agli incentivi previsti dalla normativa. I benefici economici vengono poi distribuiti ai partecipanti secondo le regole stabilite dalla Comunità Energetica.
È importante sottolineare un aspetto spesso poco chiaro: l'energia NON viene trasferita fisicamente da un'azienda all'altra. La condivisione avviene in modo virtuale attraverso la rete elettrica e viene calcolata dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) sulla base dell'energia prodotta e consumata nello stesso momento dai membri della comunità.
Facciamo un esempio pratico per capire meglio il funzionamento
Immagina due aziende che fanno parte della stessa Comunità Energetica.
L'Azienda A produce con il proprio impianto fotovoltaico 100 kWh di energia. Di questi, 60 kWh vengono utilizzati immediatamente per alimentare l'attività aziendale, mentre 40 kWh vengono immessi nella rete elettrica;
Nello stesso momento, l'Azienda B, che appartiene alla stessa Comunità Energetica, preleva dalla rete 40 kWh per soddisfare i propri consumi.

👉 Poiché l'energia immessa e quella prelevata coincidono nello stesso intervallo temporale, il GSE riconosce 40 kWh di energia condivisa. È su questa quantità che vengono calcolati gli incentivi previsti per la Comunità Energetica, che saranno poi ripartiti secondo le regole stabilite dalla CER.
In pratica, l'energia non passa direttamente dall'Azienda A all'Azienda B. Ciò che viene valorizzato è la quota di energia prodotta e consumata contemporaneamente dai membri della Comunità Energetica.
Chi può partecipare a una Comunità Energetica?
Una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) può essere costituita da diversi soggetti, purché rispettino i requisiti previsti dalla normativa e operino all'interno della stessa area geografica servita dalla cabina primaria di riferimento.
Possono aderire, ad esempio:
piccole e medie imprese (PMI);
privati cittadini;
enti pubblici e amministrazioni locali;
associazioni, enti del terzo settore ed enti religiosi;
cooperative e altri soggetti giuridici.
Per le imprese, la partecipazione alla Comunità Energetica rappresenta uno strumento per migliorare l'utilizzo dell'energia prodotta da fonti rinnovabili e contribuire alla transizione energetica del territorio.
È necessario avere un impianto fotovoltaico?
No. Una Comunità Energetica può essere composta sia da produttori, cioè soggetti che dispongono di un impianto alimentato da fonti rinnovabili, sia da consumatori, che utilizzano energia senza produrla direttamente, sia da soggetti che svolgono entrambe le funzioni.
Questo vuol dire che un'azienda può aderire a una CER anche se non possiede un impianto fotovoltaico, purché siano rispettati i requisiti previsti dalla normativa e dal regolamento della Comunità Energetica.
NB: naturalmente, il ruolo ricoperto all'interno della comunità influisce sulle modalità con cui si beneficia della condivisione dell'energia e degli incentivi previsti.
Quali requisiti deve verificare un'azienda?
Prima di aderire a una Comunità Energetica è opportuno verificare alcuni aspetti. In particolare:
la presenza di una Comunità Energetica attiva nel territorio di riferimento oppure la possibilità di costituirne una nuova;
la compatibilità del proprio punto di connessione con l'area servita dalla Comunità Energetica;
il proprio profilo di consumo energetico;
l'eventuale presenza di un impianto fotovoltaico o la possibilità di installarlo in futuro.
La tua azienda possiede i requisiti per entrare in una Comunità Energetica?
Valutare consumi, impianti e caratteristiche della CER è il primo passo per capire se questa opportunità può generare un beneficio concreto.

Quali vantaggi offre una Comunità Energetica alle aziende?
Per un'azienda, entrare a far parte di una Comunità Energetica può rappresentare un'opportunità per ottimizzare la gestione dell'energia, valorizzare la produzione da fonti rinnovabili e ottenere un beneficio economico legato all'energia condivisa.
Tra i principali benefici troviamo:
Valorizzazione dell'energia prodotta e non autoconsumata: l'energia immessa in rete e condivisa con gli altri membri della Comunità Energetica può generare un beneficio economico secondo le modalità previste dalla normativa e dal regolamento della CER;
Riduzione dei costi energetici: la partecipazione a una Comunità Energetica può contribuire a migliorare l'equilibrio economico della gestione dell'energia, soprattutto quando è accompagnata da una corretta analisi dei consumi;
Maggiore rendimento dell'investimento nel fotovoltaico: per le aziende che possiedono già un impianto, una CER può rappresentare un'opportunità per valorizzare meglio l'energia prodotta e aumentare l'efficacia dell'investimento nel tempo;
Contributo agli obiettivi di sostenibilità: partecipare a una Comunità Energetica significa favorire la produzione e la condivisione di energia da fonti rinnovabili, contribuendo alla riduzione delle emissioni e agli obiettivi di transizione energetica;
Collaborazione con il territorio: le Comunità Energetiche promuovono un modello di produzione e consumo condiviso che coinvolge imprese, cittadini ed enti locali, generando benefici non solo per i singoli partecipanti ma anche per la comunità.
ATTENZIONE: è importante ricordare che una Comunità Energetica non garantisce automaticamente un vantaggio economico per tutte le aziende. I risultati dipendono da fattori come il profilo dei consumi, la produzione di energia, gli orari di utilizzo e le regole di funzionamento della CER.
Quando conviene davvero entrare in una Comunità Energetica?
Le Comunità Energetiche rappresentano un'opportunità interessante, ma non esiste una risposta valida per tutte le aziende. La convenienza dipende da diversi fattori e dovrebbe essere valutata partendo dai consumi, dalle caratteristiche dell'attività e dagli obiettivi dell'impresa.
Prima di aderire a una CER è quindi consigliabile effettuare un'analisi della propria situazione energetica, così da capire se questa soluzione può generare un beneficio reale nel medio e lungo periodo.
In generale, una Comunità Energetica può risultare particolarmente vantaggiosa quando:
l'azienda possiede già un impianto fotovoltaico e desidera valorizzare l'energia che non riesce ad autoconsumare completamente;
si sta valutando l'installazione di un impianto fotovoltaico, integrando fin dall'inizio la partecipazione a una CER nella strategia energetica aziendale;
i consumi si concentrano nelle ore diurne, quando la produzione di energia da fonte fotovoltaica è generalmente maggiore;
i costi energetici rappresentano una voce importante del bilancio aziendale e si vogliono individuare strumenti per migliorare l'efficienza complessiva;
l'azienda ha obiettivi di sostenibilità, riduzione delle emissioni o miglioramento delle proprie performance ESG.
Una Comunità Energetica non sostituisce una corretta strategia energetica
Entrare in una CER non significa risolvere automaticamente tutti i problemi legati ai costi dell'energia.
La partecipazione dovrebbe essere considerata come uno degli strumenti a disposizione dell'azienda per migliorare la propria gestione energetica, insieme ad attività come l'analisi dei consumi, l'efficientamento degli impianti e la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Solo una valutazione complessiva permette di capire se una Comunità Energetica rappresenta la scelta più adatta e quale ruolo può avere all'interno della strategia energetica dell'impresa.
Comunità Energetiche: una scelta da valutare con un'analisi dei consumi
Le Comunità Energetiche rappresentano una delle novità più interessanti nel panorama energetico, ma non esiste una soluzione valida per tutte le aziende. La loro convenienza dipende da fattori come i consumi, le modalità di utilizzo dell'energia, la presenza di un impianto fotovoltaico e le caratteristiche della Comunità Energetica.
Domande frequenti
Cosa sono le comunità energetiche rinnovabili?
Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) sono associazioni di cittadini, imprese, enti pubblici e altri soggetti che producono, consumano e condividono energia da fonti rinnovabili, con l'obiettivo di ottenere benefici economici, ambientali e sociali.
Chi può far parte delle comunità energetiche?
Possono aderire alle Comunità Energetiche privati, PMI, enti pubblici, condomini, associazioni, cooperative ed enti del terzo settore, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa vigente.
Come funzionano le comunità energetiche rinnovabili?
L'energia prodotta dagli impianti rinnovabili viene prima autoconsumata. Quella non utilizzata viene immessa nella rete e, se consumata nello stesso momento da altri membri della Comunità Energetica, viene riconosciuta come energia condivisa, generando un beneficio economico secondo le regole previste dal GSE.
Che vantaggio hanno le comunità energetiche?
Le Comunità Energetiche permettono di valorizzare l'energia prodotta da fonti rinnovabili, ridurre i costi energetici, accedere agli incentivi previsti dalla normativa e contribuire alla transizione energetica del territorio.
Quante comunità energetiche ci sono in Italia?
Il numero delle Comunità Energetiche in Italia è in costante crescita. Per conoscere il dato più aggiornato è possibile consultare il portale del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), che pubblica periodicamente informazioni sull'evoluzione delle CER e sulle richieste di accesso agli incentivi.



